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- I Nomadi - Ma Noi No -


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Descrizione
I Nomadi - Ma Noi No! (1992)





01. Come Potete Giudicar
02. Noi Non Ci Saremo
03. Dio È Morto
04. Per Fare un Uomo Basta Una Ragazza
05. Ho Difeso Il Mio Amore (Nights in White Satin)
06. Canzone Per Un'amica
07. Io Vagabondo (Che Non Sono Altro)
08. Crescerai
09. Un Giorno Insieme
10. Tutto a Posto
11. Il Vecchio E il Bambino
12. Gordon
13. Il Pilota Di Hiroshima
14. Ma Noi No!
15. I Ragazzi Dell'olivo
16. Gli Aironi Neri

I Nomadi sono un gruppo musicale italiano, fondato nel 1963 dal tastierista Beppe Carletti e dal cantante Augusto Daolio. Hanno pubblicato ottantadue album tra dischi registrati in studio o dal vivo e raccolte varie e sono una fra le più longeve band, sia a livello nazionale che internazionale. Avendo venduto complessivamente 15 milioni di dischi, sono il terzo complesso italiano per vendite, preceduto dai Pooh al primo posto e dai Ricchi e Poveri al secondo. Il messaggio che sin dagli inizi i Nomadi trasmettono è di denuncia e impegno sociale, che da sempre li contraddistingue; spesso, però, hanno accostato a tali temi anche l'amore e i sentimenti in genere. Tra i loro brani più famosi si distinguono Io vagabondo (che non sono altro), Dio è morto (se Dio muore, è per tre giorni poi risorge), Ti voglio, Un pugno di sabbia, Un giorno insieme, Crescerai, Ho difeso il mio amore, Tutto a posto, Canzone per un'amica, Io voglio vivere, Sangue al cuore e Dove si va.

Nel 1961 il tastierista Beppe Carletti fonda, insieme al batterista Leonardo Manfredini, al bassista Antonio Campari e al chitarrista Remo Gelati, il complesso musicale I Monelli. L'anno seguente il chitarrista Mario Cambi si unisce al nucleo dei Monelli, sostituendo Remo Gelati.

Con l'arrivo del sassofonista Gualberto Gelmini, di qualche anno più anziano, il nome I Monelli viene modificato in I Nomadi, rilevando la denominazione da un precedente complesso di Ischia che aveva appena annunciato la cessazione delle attività.

Nel 1963 Carletti conosce Franco Midili, un chitarrista di Novellara che suona nei Roman's, il quale prende il posto di Mario Cambi. Dopo aver provato ad inserire un cantante che non soddisfa pienamente la band, Franco Midili presenta a Beppe Carletti il cantante Augusto Daolio che, dopo una sorta di audizione svoltasi direttamente sul palco durante una serata danzante, viene inserito subito nella formazione. È a partire da questo momento che il complesso assumerà la denominazione I Sei Nomadi.

Nell'estate del 1963 il complesso viene scritturato dal Frankfurt Bar di Riccione. Midili, all'epoca lasciò il complesso per il servizio militare, verrà sostituito con Giacomo Zuffolini.

Nel 1964 il bassista italo-argentino Gianni Coron (1943-2015) prende il posto di Campari. In seguito se ne va Gualberto Gelmini e la band riprende nuovamente a chiamarsi I Nomadi. Poco più tardi, anche Leonardo Manfredini lascia la formazione a causa della tragica scomparsa dei genitori in un incidente automobilistico, mentre stavano rientrando dopo aver assistito ad un'esibizione dei ragazzi. Il batterista riprenderà a suonare soltanto molti mesi più tardi, andando a raggiungere Gelmini nel complesso I Diavoli Neri. Nel frattempo Franco Midili rientra nella fromazione dopo il servizio militare.

Augusto, Beppe, Franco e Gianni reclutano dunque il batterista Gabriele Copellini (che tutti chiamano Bila e che aveva suonato assieme a Franco nei Roman's). La nuova formazione sarà destinata ad eseguire i primi grandi successi musicali del complesso e ad affrontare la censura radiofonica e le difficoltà degli esordi con un concerto al Club Pineta di Novellara.

I Nomadi fanno la loro apparizione sulle scene in uno dei periodi più fervidi del panorama musicale italiano, gli anni sessanta; in quegli anni nascevano e scomparivano decine di complessi, accomunati dall'atmosfera del dopo-boom che scopriva un'Italia arricchita economicamente, ma allo stesso tempo impoverita socialmente, nella quale i giovani cominciavano a sentirsi strozzati da un contesto sociale ancora intriso di convenzioni antiquate. I capelli lunghi, gli abiti sgargianti e la voglia di cambiamento, che caratterizzavano i giovani di quegli anni, divennero ben presto uno dei tratti distintivi del complesso dei Nomadi, che per questo fu più volte attaccato verbalmente, e in alcuni casi anche fisicamente.

Dopo due anni di esibizioni nelle balere, nel 1965 i Nomadi pubblicano il primo 45 giri, contenente Donna, la prima donna (cover dell'omonimo brano di Dion & The Belmonts, con testo di Mogol) e Giorni tristi (composta dai Nomadi, ma firmata Mozzarini-Verona). La distribuzione del disco è discontinua e limitata al nord Italia; esso vende pochissime copie, ma ciò non impedisce al complesso di entrare nuovamente in sala d'incisione.

Nel 1966 la band riscuote il primo successo con la canzone Come potete giudicar, cover di The Revolution Kind di Sonny Bono, inno al beat, che partecipa al Cantagiro 1966. Sulla scia di questo successo, Odoardo "Dodo" Veroli, produttore della band, affida i Nomadi a un giovane e ancora sconosciuto autore, Francesco Guccini, che avrebbe regalato al complesso alcuni dei maggiori successi della loro lunghissima carriera come Noi non ci saremo, Dio è morto, Per fare un uomo e Canzone per un'amica. Dalla collaborazione con questo autore nasce, sempre in quello stesso anno, il 45 giri Noi non ci saremo / Un riparo per noi.

Mogol presenta ai Nomadi un giovane Lucio Battisti, chiedendo loro di incidere la canzone Non è Francesca; per farlo, tuttavia, dovrebbero rinunciare ai brani di Guccini per dedicarsi esclusivamente a quelli della coppia Mogol-Battisti; pur apprezzando la canzone, i musicisti non accettano, volendo portare avanti la collaborazione col cantautore di Modena.

Frutto della collaborazione con Guccini è anche il primo LP del complesso, pubblicato nel 1967 col titolo Per quando noi non ci saremo. All'interno del disco desta scalpore Dio è morto (se Dio muore, è per tre giorni poi risorge). Subito censurato dalla RAI per il contenuto, il brano viene invece trasmesso da Radio Vaticana, che ne comprende il senso e ne autorizza la riproduzione. Nello stesso anno esce anche il 45 giri Un figlio dei fiori non pensa al domani, versione italiana di Death of a clown di Dave Davies dei Kinks.

È del 1968 il 45 giri intitolato Ho difeso il mio amore (cover di Nights in White Satin dei Moody Blues, precedentemente realizzata dai Profeti), che contiene sul retro il brano scritto da Guccini In morte di S.F., successivamente intitolato Canzone per un'amica. I Nomadi pubblicano anche il 45 giri Il nome di lei, che ha sul retro Per quando è tardi, e l'album I Nomadi, una antologia di brani proposti sui precedenti 45 giri, alcune cover e nuove composizioni di Guccini.

Nel 1969 Bila Copellini abbandona la formazione per dedicarsi alla fotografia e viene sostituito da Paolo Lancellotti (1947-2014).

Nel 1970 anche Gianni Coron lascia il complesso e viene rimpiazzato da Umberto Maggi. Nello stesso anno vengono pubblicati i 45 giri Io non sono io (retro Un pugno di sabbia), che al concorso Un disco per l'estate porta i Nomadi fino al quarto posto finale, e Ala bianca, versione adattata del brano Sixty Years On di Elton John, il cui retro Mille e una sera diviene subito popolare come sigla dell'omonima trasmissione televisiva, in onda il sabato sera sul Secondo Programma, dedicata ai cartoni animati di tutto il mondo.

Il 1971 è l'anno della prima partecipazione dei Nomadi al Festival di Sanremo insieme a Mal col brano Non dimenticarti di me, pubblicato su singolo abbinato a Tutto passa. Sempre nel 1971 vengono pubblicati i 45 giri So che mi perdonerai (finalista ad Un disco per l'estate 1971) e Suoni, il 33 giri Mille e una sera e la musicassetta So che mi perdonerai, riepilogativi degli ultimi tre anni di attività.

Nel 1972 Franco Midili lascia i Nomadi e viene temporaneamente sostituito da Amos Amaranti, musicista che rimane nella band per appena nove mesi, in tempo per godere del successo del 45 giri Io vagabondo (che non sono altro) finalista a Un disco per l'estate 1972, disco che vende un milione di copie (Ne Midili ne Amaranti presero parte all'incisione del singolo). Al successo del singolo si accompagna la pubblicazione dell'antologia Io vagabondo, ancora una volta edita solo su musicassetta, ed il 45 giri Quanti anni ho? contenente sul retro il brano Oceano.

Nel 1973 Franco Midili rientra nell'organico, mentre Augusto Daolio si dedica a una fugace esperienza solista: sulla falsariga di Beppe Carletti - che l'anno prima aveva realizzato il singolo 20.000 leghe sotto lo pseudonimo di Capitan Nemo -, Daolio canta Una ragazza come tante, brano che fa parte della colonna sonora del film La ragazza di via Condotti. Nello stesso periodo i Nomadi partono per un viaggio negli Stati Uniti, dove tengono sei concerti a Boston, Filadelfia, New York e Albany.

Successivamente il complesso partecipa a Un disco per l'estate 1973 con Un giorno insieme, 45 giri che contiene sul retro l'inedita Crescerai, e l'omonimo 33 giri, che contiene brani celebri come Stagioni (cover di Seasons di Elton John) e Abbi cura di te. Sempre nel 1973 la EMI pubblica il 33 giri I Nomadi cantano Guccini, summa dei brani di Francesco Guccini fino ad allora incisi dai Nomadi. Il 45 giri Mamma giustizia è colonna sonora del film No, il caso è felicemente risolto, mentre l'ultimo 45 giri per quell'anno, Voglio ridere (sigla di coda del famoso quiz televisivo Rischiatutto condotto da Mike Bongiorno) presenta sul retro il brano Ieri sera sognavo di te.

Nel 1974 Franco Midili abbandona definitivamente la formazione; il suo posto viene rilevato dall'irlandese Chris Dennis, tastierista e poi chitarrista e violinista. Francesco Guccini, ormai diventato famoso come cantautore, è omaggiato dalla band con il nuovo album I Nomadi interpretano Guccini, realizzato in versione quadrifonica in Inghilterra; la raccolta Canzoni d'oltremanica e d'oltreoceano contenente tutte le cover interpretate dai Nomadi a partire dagli anni sessanta e la musicassetta Tutto a posto con tre inediti vanno a completare le pubblicazioni di quell'anno. Con il singolo Tutto a posto, i Nomadi partecipano a Un disco per l'estate 1974, ottenendo un buon piazzamento nella serata finale di Saint Vincent.

Il 1975 vede l'uscita dell'album Gordon, primo disco di soli brani inediti; tra questi spiccano Il destino, Immagini e l'omonima Gordon. A Roma, dove si trova per una trasmissione radiofonica, alla band viene rubato il camion con la strumentazione e in alcuni concerti successivi gli strumenti usati dal vivo vengono noleggiati. Per il sesto anno consecutivo il complesso partecipa a Saint Vincent, finalista della manifestazione Un disco per l'estate 1975 con il brano Senza discutere.

Nel 1977 i Nomadi decidono di dar spazio a nuovi autori, per lo più giovani e sconosciuti; esce l'album Noi ci saremo, diviso in due parti parallele: La foresta, in riferimento alla società, e L'albero, in riferimento all'uomo come individuo.

È invece del 1978 l'album Naracauli, sei canzoni blues-rock. Tra le tracce è da ricordare, oltre a Naracauli, l'appassionante e terribile Joe Mitraglia.

Nel 1979, dopo un nuovo incontro con Francesco Guccini e sull'onda dell'analoga esperienza tra Premiata Forneria Marconi e Fabrizio De André, esce l'album live Album concerto, cui avrebbe dovuto far seguito un tour vero e proprio. A causa di alcuni dissapori con l'entourage del cantautore il progetto naufraga, e le date utilizzate per la registrazione del live restano così un unicum nelle carriere di Nomadi e Guccini. Il concerto viene anche trasmesso dalla RAI e reso disponibile su DVD solo nel 2010.

Nel 1980 avviene la rescissione consensuale del contratto con la EMI, e l'anno successivo firmano con la Compagnia Generale del Disco. Esce così l'album Sempre Nomadi, da questo momento motto del popolo nomade; oltre a sei pezzi inediti ci sono anche tre brani registrati dal vivo alla Festa dell'Unità di Milano.

Nel 1982 Beppe Carletti, Umberto Maggi e Paolo Lancellotti rimangono coinvolti in un incidente stradale: i Nomadi sono costretti a sospendere l'attività dal vivo per sei mesi. Esce l'album Ancora una volta con sentimento dopo il quale viene rescisso il contratto anche con la CGD, rimanendo quindi privi di casa discografica. In quest'anno ritornano sul palco per una breve tournée in Belgio, spostandosi in treno.

Nel 1983 i Nomadi suonano a Reggio Emilia per festeggiare il ventennale dell'attività. Il concerto, a cui parteciparono come ospiti anche Francesco Guccini e Franco Ceccarelli (chitarrista e cantante dell'Equipe 84) viene registrato e ripreso dalle telecamere, ma il video viene pubblicato solo nel 2003, in edizione limitata, in occasione dei quarant'anni del gruppo.

Il 21 giugno del 1984 i Nomadi partecipano a Bologna al concerto in cui Francesco Guccini, insieme all'Equipe 84, Lucio Dalla, Paolo Conte, Giorgio Gaber, Deborah Kooperman, festeggia i venti anni di carriera. Nell'occasione i Nomadi conoscono il giornalista musicale Red Ronnie. Il bassista Umberto Maggi abbandona il gruppo per i postumi dovuti all'incidente di due anni prima; al suo posto entra il giovane Dante Pergreffi.

Nel 1985 Augusto si candida al comune di Reggio Emilia in una lista indipendente legata al PCI. I Nomadi, senza nessuna casa discografica, autoproducono l'album Ci penserà poi il computer.

Nel 1986 incidono l'album Quando viene sera, ancora una volta sotto l'etichetta Nomadi; si tratta di un periodo di forti contrasti fra i membri del gruppo, tanto che Augusto medita di lasciare per poi continuare l'attività. Il titolo del disco, comunque, riflette quello che era il clima interno: sembra, infatti, che sui Nomadi sia calata la sera. Tuttavia, nell'anno successivo esce un doppio live, Nomadi in concerto, accompagnato da un sottotitolo in inglese, Like a sea never dies (Come un mare che non muore mai), che stava a significare che la nave dei Nomadi, nonostante fosse scossa da una forte tempesta, avrebbe continuato a navigare ancora a lungo.

Nel 1988, risolti i contrasti e tornata la normalità all'interno del gruppo, esce l'album Ancora Nomadi, nuovamente diviso in due: la prima parte di inediti e la seconda rigorosamente live. In un concerto a Firenze incontrano gli Inti-Illimani, con cui nasce un'amicizia duratura che frutta alcune collaborazioni.

Nel 1989 il clima del gruppo torna a farsi pesante, sebbene proprio in quell'anno si tenga, a Casalromano, il primo Raduno Nazionale Fans Nomadi. Vengono avviate le prove per il nuovo disco, e come copertina viene proposta una foto di Augusto Daolio: ciò scatena l'ira di Paolo Lancellotti e Chris Dennis. Si arriva alle vie legali: da una parte Beppe Carletti e Augusto Daolio, dall'altra Chris Dennis e Paolo Lancellotti. Dante Pergreffi rimane in disparte, non avendo quote del gruppo. L'album non viene quindi pubblicato, e l'unico disco dell'anno fu il 45 giri Salaam, ragazzi dell'olivo, i cui proventi vanno in beneficenza per i bambini palestinesi.

Il 22 giugno 1990 Chris Dennis e Paolo Lancellotti decidono di cedere le loro quote del gruppo. Possono quindi continuare a esercitare l'attività di musicisti suonando le stesse canzoni dei Nomadi incise fino al 1989, ma non possono più utilizzare il marchio Nomadi; nel 1992 tornano a suonare insieme come Sempre Noi. I Nomadi rimangono in tre: Beppe Carletti, Augusto Daolio e Dante Pergreffi. Entrano nel gruppo Daniele Campani alla batteria e Cico Falzone alle chitarre. Il 1º luglio la nuova formazione si esibisce per la prima volta; i nuovi componenti riescono a imparare le canzoni in soli otto giorni.

In quell'autunno si recano a Praga per suonare a Freedom, meeting per l'amicizia dei popoli insieme a Richie Havens, Joe Cocker, Billy Preston, Edoardo Bennato, Angelo Branduardi e Fabio Concato. Ai Nomadi tocca l'apertura con Primavera di Praga (traccia dedicata a Jan Palach)[7], nella chiusura tutti gli artisti insieme cantarono Freedom di Richie Havens.

Esce il primo album inciso dalla nuova formazione, Solo Nomadi, ancora sotto etichetta CGD, con la foto della discordia in copertina. Tra i brani comparvero Salvador (traccia dedicata a Salvador Allende), I gatti randagi, Mercanti e servi.

Nel 1991 incidono l'album Gente come noi, che contiene Gli aironi neri, Ma che film la vita, C'è un re, Ma noi no!, Uno come noi (traccia dedicata alla Protesta di Piazza Tien an men nel giugno 1989), Ricordati di Chico (brano dedicato al sindacalista brasiliano Chico Mendes). Girano il loro primo video: Gli aironi neri. Partecipano alla Marcia per la Pace tra i popoli Perugia-Assisi, conclusa con un loro concerto, e, insieme anche ai Litfiba, alla Carovana della Pace da Trieste a Sarajevo, dove i Nomadi suonano dal vivo.

Il 1992 è un anno tragico per i Nomadi. In gennaio si scopre che Augusto Daolio è colpito da un male incurabile e per un periodo il gruppo sospende l'attività dal vivo; il 14 maggio, poi, Dante Pergreffi muore in un incidente stradale sulla strada da cui transitava ogni giorno per tornare a casa. A lui viene dedicato l'album Ma noi no, completato pochi giorni prima della sua scomparsa.

I Nomadi rimangono in quattro e Canzone per un'amica viene da allora costantemente suonata in ricordo di Dante Pergreffi. Al basso viene ingaggiata Elisa Minari, diciannovenne, unica ragazza ad aver mai fatto parte del gruppo. Intanto, dall'8 al 10 luglio i Nomadi, ad Agrigento, partecipano alla fase finale del festival radiotelevisivo Il canzoniere dell'estate, organizzato da Adriano Aragozzini; la canzone proposta dal gruppo è Ma noi no!

L'8 agosto 1992 a Masone (Ge) si esibiscono per il loro ultimo concerto con Augusto.

Subito dopo vengono sospese la tournée e la partecipazione al Cantagiro, a cui i Nomadi partecipavano con Gli aironi neri, visto il peggioramento delle condizioni di salute di Augusto Daolio, che sarebbe poi morto il 7 ottobre all'età di 45 anni, dopo mesi di malattia.

Nello stesso anno esce il live Ma che film la vita (quattro dischi di platino) che racchiude le ultime performance dei Nomadi con Augusto Daolio e che in quindici giorni vende 104 000 copie. All'interno trovano spazio frasi, pensieri, ricordi dei fans a lui dedicati.

In molti ritengono chiusa l'esperienza dei Nomadi, ma Beppe Carletti, ultimo membro fondatore del gruppo, grazie all'incoraggiamento dei fan decide di proseguire per onorare al meglio la memoria di Augusto Daolio e Dante Pergreffi.

L'album I Nomadi - Ma Noi No!

Ma noi no! è il diciassettesimo album dei Nomadi, pubblicato il 15 maggio del 1992 dalla CGD East West, l'ultimo album pubblicato con Augusto Daolio che morì pochi mesi dopo, il 7 ottobre, all'età di 45 anni per malattia.
Proprio Daolio è l'unico membro della band di Novellara a comparire su tutte le sedici canzoni della raccolta. Beppe Carletti, Dante Pergreffi, Cico Falzone e Daniele Campani, infatti, suonano esclusivamente i brani I ragazzi dell'olivo, Ma noi no e Gli aironi neri, tratti dai due album precedenti. Il brano Il pilota di Hiroshima, invece, è tratto dall'album del 1985 Ci penserà poi il computer. Ad accompagnare il leader dei Nomadi in tutti gli altri pezzi sono, invece, altri musicisti, ossia Vince Tempera, già collaboratore dei Nomadi negli anni sessanta e settanta, Ellade Bandini, Massimo Luca, Ares Tavolazzi e Maurizio Tirelli[1]. Questo avvenne perché il gruppo, in quello stesso periodo, era impegnato con le registrazioni dell'album Contro.

Sulla copertina appare la dedica che i Nomadi fecero a Dante Pergreffi, bassista del gruppo morto poco prima dell'uscita dell'album:

«Sei arrivato al tuo porto, dolce buono sorridente chiaro Dante, Principe Desiderio ora ombra senza età.»

Dati Tecnici Rip NAMP

I Nomadi - Ma Noi No! - Log creation date: Aug 11 2019 08:41

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